Notebook

IMG_0228Doc.I  -March 2012-Buenos aires

Doc.II March 2013 -Visual Archive

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KUSTEATA O LOBO (KUSTEATA IL LEONE DI MARE )

Racconto creazionista yaganes tratto dal libro

HAI KUR MAMASU SHIS ( VOGLIO RACCONTARTI UNA STORIA )

c’erano due sorelle sulla riva del mare ad osservare l’alta marea, la piu’ piccola  diceva di aver visto un leone di mare  osservarle, apparendo e scomparendo tra le onde.

Il leone di mare si chiamava Kunsteata e da tempo si era innamorato della fanciulla.

la piu grande non si era accorta di nulla ,pero insisteva nel tornare ogni giorno a giocare sulla sponda del mare,durante le mareggiate.Un giorno Kunsteata nascosto da una grande onda ,arrivo alla spiaggia e si porto la piu’ grande delle sorelle con se.la piu piccola sconcertata corse al rancho a dare notizia della sparizione.

Passarono gli anni e la sorella non tornava alla superficie .

Nel frattempo  nelle profondita del mare i due, innamorati ,fecero’ famiglia e concepirono una figlia.La figlia aveva la testa da donna come la madre ed il corpo da Foca come il padre.kunsteata e  la sua famiglia, vivevano felici nell  loro giardino sommerso ,sotto le onde.Quando un giorno Kunsteata ,mosso da curiosita’ chiese alla sposa  di fargli conoscere la sua famiglia.Lei preoccupata ,acconsenti ,avvertendolo che la sua, era una famiglia di pescatori.

Cosi ,i tre dal fondo del mare ,presero la via per la superficie accampando sulla spiaggia vicino alla casa della famiglia di pescatori.

Passarono i giorni ,e una mattina ,la madre e la figlia se ne andarono a raccogliere molluschi nelle vicinanze della casa ,La figlia era preoccupata ad allontanarsi temendo per suo marito ,specialmente non si fidava dei suoi fratelli.

Ma la madre insisteva ,parlando sempre dell’affetto che i suo fratelli avevano per Kunsteata ,cosi un giorno si allontanarono a raccogliere conchiglie.

mentre si stavano allontanando si sentono le grida di Kunsteata ,ma la madre rassicura ,dicendo di non preoccuparsi che probabilmente stavano solo giocando.

Quando le due donne ritornano all’accampamento ,gli viene incontro La bimba che ondeggiando sulla sua coda ,andava cantando – Quanto e’ buona la carne di mio padre –

teneva in mano un brandello di carne ,appena staccato dal corpo oramai gia’ cucinato del Leone di Mare.

la madre vedendo la scena di suo marito ucciso ,e della figlia di fronte che stava mangiandone i resti ,influenzata dai suoi fratelli ,impazzisce  del dolore ed in preda a disperazione ,raccoglie un carbone ardente dal fuoco e lo lancia in testa alla bimba che immediatamente si trasforma in kayez,pesce bianco con un segno nero sulla fronte.

 

Buenos aires

Darwin scrive a proposito di Buenos aires come,la citta’ piu’ regolare del mondo, perfettamente costruita sul quadrato. Questo e´dovuto all’ abitudine da parte degli Spagnoli di costruire su moduli quadrati chiamati appunto Cuadras. Ad oggi Buenos aires rimane con queste caratteristiche ,strade parallele che si incrociano in una geometría estremamente regolare.

Quando Darwin passo’ per Buenos aires doveva  gia ´essere un grande centro di comercio portuale, e di comunicazione per quelli che erano i territorio poco esplorati del sud ,le case erano tutte molto base e con tetti calpestabili dove le persone potevano mangiare e sopportare meglio la calura,pero’ di certo non era una citta`  di 12 milioni di abitanti come e’ oggi.

Oggi queste case sono solo nei quartieri strorici ,e Buenos Aires assurge alle caratteristiche di una megacitys contemporánea: Sovrappopolazione,forte inquinamento ,polarizazione della richezza,centro di formazione e sviluppo culturale.

Appena arrivato prendo alloggio in un hostel nell`, Abasto, zona conosciuta per la quantita’ di teatri ,nonche’quartiere natale di Carlos Gardel ,il rinnovatore del Tango .

Sono gli ultimi giorni del 2012 arrivo infatti nella capitale il 29 Dicembre ,La citta’ e`sospesa in un clima di  inattivita´surreale.

2013

Incomincio la ricerca dello studio-abitazione ,ho in mente uno spazio che si possa prestare ha varie esigenze ,uno spazio aperto dove poter sperimentare e fare gli studi a grandeza naturale per il murales .

Dopo un certo pèriodo di ricerche ,incontro un magazino che si presta alle mie esigenze.E’ uno spazio lasciato un po in disuso in Palermo Viejo ( Palermo vecchio) uno dei quartieri storici della citta ,un ex fabbrica di candele ,a piano terra con affaccio su strada..

Penso, che sia per la collocazione, che per la forma fosse lo spazio perfetto, inoltre il padrone era disposto ad affittarlo per un periodo flessibile ,ha condizioni convenienti.

Questa scelta per quanto un po piu’ laboriosa,mi ha permesso di avere uno spazio dove vivere e poter lavorare comodamente,in una zona della citta´ di gran fermento culturale.

Inoltre sistemare questo posto e’ stato come conoscerne la storia ,entrando in contatto con una serie di persone e luoghi altrimenti inaccessibili.Il luogo infatti essendo stato in disuso da vari anni,necessitava di alcuni lavori , una radice di un álbero sulla stada era entrata fin dentro solevandone il pavimento.

Ho pensato che quello spazio poteva funzionare come una sorta di “Travelling box” ovvero un luogo dove intrappolare tutte le immagini che avrei raccolto durante il viaggio in una unita’ di insieme.

Inoltre che funzionasse come una prova di adattamento ,il fatto che  il mio intervento per rendere il posto abitabile ,  modificasse l’aspetto del posto stesso,mi ha stimolato e fatto incontrare elementi come questa radice, che probabilmente influiranno nella composizione del  murales.

Nel frattempo ho gia´iniziato il secondo taccuino di disegni con piu’ di 50 pagine tra elaborazioni e skecth.

Ho visitato il museo di scienza naturale di Buenos aires ,lo Zoológico ed il Botánico,disegnandone diversi aspetti.

Tramite La Fondazione L.P.E.P abbiamo fatto diversi incontri esplorando possibili luoghi dove  interagire nella citta’.Inoltre ho partecipato ha varie attivita’ svolte dall’associazione ,questo mi ha dato modo di entrare maggiormente in un network di relazioni con  artisti locali.

Il Palais de glace si trova attualmente in uno stato di risistemazione dell’organico ,quindi tramite L.P.E.P- espacio projecto abbiamo incontrato alcuni soci che si sono prestati ha fornire comunque un supporto esterno ,il luogo specifo non e´ancora stato deciso ,comunque in Argentina la lunga tradizione del murales d’artista rende questo lavoro ben accettato. ,sto prendendo contatti anche con alcuni artisti collegati con la rete dei musei per individuare uno spazio nel quartiere della Recoletta.

Un altra possibilita’ e´di eseguire il murales nella zona della stazione centrale El Retiro.Questa area si affaccia ha quella che viene chiamata “villa miseria”, la favelas di Buenos aires.

L a Villa 31 e´una delle Favelas piu popolata e storica di Buenos aires , dove da circa 70 anni piu di 60.000 persone vivono in case autocostruite-abusive, in quello che fino a poco tempo fa era un vero e´proprio quartiere fantasma ,non segnalato nelle mappe della citta ,senza servizi publici ,come luce ,acqua e gas ,una zona che la citta’ non vuole vedere ,rimossa.

Questa zona Off e´un triangolo di terra tra la stazione del Retiro ,e Porto madero il nuovo quartiere residenziale di lusso costruito negli anni 90.

La villa 31 e’ un luogo inaccesibile per uno straniero di passaggio ,pero ci sono varie associazioni che operano con attivita´ di supporto sociale ,formativo ,tra cui L.P.E.P con cui  siamo stati a fare una ricognizione per individuare dei luoghi possibili.

Sicuramente al tempo di Darwin questa era una zona disabitata ,infatti la citta´ si estendeva piu al sud ,dove ora si trova  il centro storico ,di epoca coloniale e nel quartire della Boca dove si trovava il porto.

La citta´ si chiamava infatti Puerto de Santa Maria del Buen Aire,che poi si trasformo in Buenos aires.

La zona della Boca doveva essere abastanza simile ha quello che sono oggi’, le favelas  ,infatti immigranti italiani ,perlopiu´ Genovesi lavoravano costruendo navi ,in condizioni miserabili ,vivendo in case costruite in lamiera e legno ,materiali che venivano riciclati dalla costruzione delle navi stesse.Italiani ,neri d’affrica e indigeni resi schiavi lavoravano nei cantieri portuali della Boca.

Uruguay-Rio della plata –Rio parana

Nel mese di marzo sono partito da Buenos aires in barca per la breve traversata del Rio della Plata che conduce in Uruguay,Darwin condusse lo stesso viaggio in senso inverso dal rio Parana scendendo verso colonia del sacramento ,ho visitato la piccola citta´di Colonia,ha lungo contesa tra portoghesi e spagnoli e Carmelo paese situato nel delta del Rio parana dove Darwin si fermo’ per un periodo nello corso del suo viaggio.

Poi ho fatto ritorno sempre in barca a Buenos aires.

Bahia blanca –Villa ventana-Trekking Cerro de la ventana-Torquinst-Puerto Madryn-cavalcata punta loma-snorkeling con lobos de mar-Penisola Valdez.

Il  28 marzo sono partito da Buenos aires in direzione sud lungo la costa per Bahía Blanca,Darwin viaggio’ in barca e cavallo nello stesso tragitto nel 1833 ,parlando di Bahia Blanca come di un piccolo avamposto di soldati comandati dal generale Rosas Dai forti intorno a Bahía blanca  incomincio’ infatti la Conquista del deserto ,ovvero la terribile guerra di sterminazione contro gli indigeni, che abitavano le immense Pampas del sud argentino.

Oggi Bahia e´una citta di media grandeza punto focale per il raffinamento del petrolio estratto al sud.Ingegnero Withe la parte di Bahia Blanca che si affaccia sul mare offre una panorámica storica dello svilluppo industriale,il paesaggio e’ composto da fabbriche in mattoni dei primi del 900 in stato di abbandono ,enorme magazzini di stipàggio del grano, in disuso ,una centrale  elettrica costruita come una cattedrale gotica,anchessa in stato di abbandono.

Bahía blanca e´la tesminonianza di un passato industriale che non e` piu´,con tutte le conseguenze che ne conseguono.Nel mezzo a questi colossi industriali dei primi del 900 ,svettano le sottili ciminiere delle raffinerie di petrolio,con i i loro intestini di tubi,luccicanti sotto il sole.

Da Bahia blanca 3 ore di autobús fino a Villa la ventana ,trekking  di 5 ore per arrivare al Cerro de la ventana,enorme roccia forata dal vento alla sommita´del monte.Il villaggio di Villa la Ventana avendo non piu´di 70 anni ,non esisteva quando Darwin passo’ per questi luoghi ,infatti racconta che dormivano in accampamenti presidiati da soldati o in piccoli fortini per proteggersi dai continui attacchi degli indigeni.

Cosi riferisce in seguito ad una rappresaglia:

Gli indiani imprigionati furono circa 110, tra uomini ,donne e bambini.
Furono tutti passati alla sciabola dai soldati.
Questo servi come monito.
Ora sono tutti molto terrificati,tanto che non oppongono piu’ alcuna resistenza fisica.
Solo implorano di lasciare salvi le donne e i bambini.
Pero´ quando intendono che andranno a morire ,lottano spasmodicamente come animali selvaggi.
Un indiano moribondo morse il pollice di un soldato, e non furono capaci di farli lasciare la presa se non molto tempo dopo che fosse morto.

Darwin notebook- Bahia Blanca -1833

Oggi Villa ventana e´un piccolo villaggio nel bosco con polverose strade di terra battuta.L’ospitalita delle persone pero’ e’ incredibile sono stato invitato a mangiare ,da una familia di cacciatori,si incontrano allo stato selvaggio : Puma,Cinghiale,Cervo ,Armadillo ,Guanaco.

Riparto verso il sud, direzione Puerto madryn -10 ore di bus-A Puerto Madryn si trova la Penisola di Valdez,luogo di riposo e passaggio dei grandi Cetaceei,si possono avvistare la Balena Franca Australe,Orche ,Elefanti di mare,L eoni di mare e Pinguini.Sono attualmente a Puerto madryn e’ sto disegnando gli animali avvistati.Conto di partire in settimana per Puerto santa cruz –Patagonia Argentina ,Lídea e´ provare a fare lo stesso tragitto di Darwin risalendo in barca il Rio Santa cruz ,che attraversa da Est a Ovest l’Argentina,in direzione di El Calafate.

Darwin ed el suo equipaggio fece questo tragitto, pero’ non poterono arrivare al Calafate in quanto la corrente del fiume era troppo forte ,infatti dopo 200 km furono costretti a ritornare verso la costa Atlantica,sia per le condizioni avverse ,sia per la paura delle continue incursioni indigene.

Bosco pietrificato-santa cruz -pampa-rio gallego-tierra del fuego Ushuaia.

Attrversiamo in Bus, kilometri e kilometri di terra desolata ,secca ,con solo sporadici arbusti spinosi ,di notte temperature sotto i 14 gradi sotto zero.

Per Visitare il bosco pietrificato ,sono 150 km a ovest sulla Ruta 3 ,che collega Buenos aires  a Ushuaia,non ci sono trasporti pubblici ,quindi mi fermo ad una stazione di servizio,dove passo la notte ,sperando che la giornata seguente ,un amico del padrone mi accompagni in macchina al monumento nazionale del bosco pietrificato.Il giorno seguente mi bussa alla porta un dipendente della stazione di servizio offrendosi di accompagnarmi in cambio di 200 pesos ,accetto e partiamo,5 ore di strada sterrata conducono ad un paesaggio ancora piu desolato interrotto da montagne di media altura ,tutte stranamente con la cima tagliata come dei panettoni.

L’erosione ha fatto questo lavoro e ci troviamo in un antico letto del mare.sparsi qua e la ,accatastati al suolo ,ci sono immensi tronchi di legno pietrificati attraverso la fossilizazione.L’acqua ricca di minerali si e’ sostituita alla linfa entrando nelle porosita dell legno e col tempo ha fatto come un calco in positivo degli alberi.il paesaggio e’ straniante ,gli alberi tagliati a fette sembrano aspettare qualcuno che venga a raccoglierli,che non verra mai.la percezione  del tempo e’ qui palpabile.

La patagonia e’ compresa tra le province di Rio negro – Chubut e Santa cruz ,cosa a parte separata sia geograficamente che storicamente e`l’isola della Terra del fuoco.Magellano arrivo per primo in queste terre nel 1520 ,aprendo la via di comunicazione tra i due oceani,atlantico e Pacifico.

Venne chiamata Terra del Fuoco perche’ nelle prime spedizioni ,Magellano ,gia incontra i nativi -fuegini -selk-nam ,e ona  e Yamana ,che erano popoli tribali ,nomadi cacciatori di leoni marini ,senza vestimenti ,si cospargevano il corpo nudo di grasso di Balena e dovunque andavano accendevano fuochi ,anche nelle canoe ,mentre pescavano.

Cosi nel 1500 quando la sterminazione ancora non era iniziata,le coste si vedevano come incendiate dai mille fuochi dei pescatori raccolti negli accampamenti.

Magellano scopri un passaggio ,un canale che evitava di passare al largo di cabo de horno ,in mare aperto.Infatti prima di Suez e Panama ,le uniche vie per arrivare a l’india, passavano per captown circunavigando affrica,oppure appunto Cabo de Horno circunavigando America del sud.Lo stretto di Magellano e`tuttoggi una rotta molto piu sicura per passare tra i due oceani ,rispetto a cabo de horno che in quellèpoca era rifugio di pirati.(Drake passage)

Ushuaia e’ la citta piu al Australe al mondo ,tutti dicono che qui il mondo finisce ,pero gli abitanti amano dire che qui comincia,da qualsiasi lato si guardi,non presenta niente di eccezionale ,in se stessa. C’e tutto cio che si trova in una citta.pero si sente che e’ come un oasi ,in un ambiente tuttavia ostile ,impietoso e poco conosciuto pero di una terrificante bellezza.

Faccio bellissimo trekking al ghiacciao Martial,Laguna esmeralda,e baia La pataia dove termina la Ruta 3 che collega dopo 3600 con Buenos aires.

Puerto Wilyams -Villa Ukika

Indagando sulla storia dei fuegini scopro che la ultima discendente pura,Cristina Calderon di 86 anni ,abita tottoggi dall’altra parte del beagle canal in chile nel villaggio di Villa Ukika.

Non ci sono collegamenti per arrivare cosi sono costretto insieme ad altri ,di pagare un barca a vela che si offre di accompagnarci per 100 usd a testa nel viaggio di attraversamento del canale del Beagle di 8 ore per arrivare a Puerto Willyams ,porto a 2 km da Villa Ukika.

Sto Viaggiando con Olivier un belga fotografo e 2 ragazze svedese ,arriviamo dopo una traversata piuttosto movimentata a Puerto willyams ,a bordo della Taura ,un piccolo veliero di 6 metri,Il padrone Odriw un Lituano che e’ 15 anni che vive in barca ,la Taura ha in poppa corna di toro ,ed ha attraversato l’oceano svarite volte nella sua vita.

solo un po di timore quando ,vedo Odrik preoccupato perche il vento si e’ alzato ,e tira a burrasca ,la barca senza motore e’ spinta troppo velocemente e rischiamo di non prendere la direzione della boa rossa che marca la rotta per approdare al porto.

Mi dice ridendo, una volta arrivati che “navigare in Patagonia non e’ come in Caribe ,qui sbagli un passaggio e non ce via di ritorno ,puoi solo improvvisare soluzioni.”

se non prendevamo la rotta della boa rossa ,mi dice ,piu in la c’e solo cabo de horno ,e Antartide, e nessuno ,nessuno piu che possa venire in soccorso.Puerto willyams e’ veramente l’ultimo avamposto umano.

Piu  a sud solo il Drake Passage e l’ Antartide.

Entriamo in Chile ,dogana a sbrigare le formalita’.Nel mentre conosciamo Ermin  un Chileno insegnante di scuola e direttore del centro culturale che  ci offre alloggi in cambi di prestare servizio al centro culturale,una piccola casa in legno,appunto nel vicino villaggio di Ukika,dove tuttora vivono i discendenti dei nativi Yamana.

Accettiamo volentieri.

Saliamo sul 4×4 e partiamo per Ukika ,il villaggio e’ piccolo e tutto costruito con casette di legno anni 50 ,prefabbricate.

All’ingresso un cartello verde ,per le segnalazioni autostradali ,indica cio che e’ succeso qui.

Vi e’ scritto:

In questo insediamento  creato negli anni 60 ,prenderono alloggio gli ultimi discendenti degli Yamana che nella attualita numerano 70 individui,di cui 51 vivono in questo paese.

Ermin ci mostra il centro culturale,una casa affitata ad uno della comunita’ yamana dalla municipalita di Puerto wilyams per lavorare su insegnamento a bambini e tradizioni e identita.

Sono estremamente gentili,con noi ,cosi iniziamo a rimettere un po la casa .facendo vari lavori di carpenteria e decorazione ,faccio un murales come insegna del centro culturale.

Tutto e’ estremamente miero ed essenziale,pero colmo di una voglia di cambiamento.

La comunita di Villa Ukika e’ stata creata artificiosamente negli anni 60 ,obbligando i pescatori nomadi Yamana a concentrarsi in un unico insediamento fisso prossimo a puerto Wyliams.

La comunita e’ come una riserva ai margini del paese piu ai margini sud del mondo,si percepisce un grave sradicamento culturale ,nell proceso di adattamento dalle abitudini nomadi ancestrali alle comodities fornite.

Il cielo e grigio plumbeo,gli abitanti vivono di pesca alla Centolla un grosso granchio che si vende nei mercati a caro prezzo.

Insieme ad olivier tagliamo 20 quintali di legna per l’inverno,non ce infatti nell’isola il gas ,tutto va a legna ,per le strade si usano cavalli e poche sporadiche 4×4 per i turisti.

Darwin passo di qui abordando il beagle in quella che chiamo’ wolaya bay posto che visitiamo con un trekking di 8 ore,compiendo il tragitto del dente di Navarino,un anello di 3 giorni e 2 notte di camino.

il trekking piu al sud del mondo

La casa di Cristina Calderon ha mura turchese,l’anziana signora quando arrivo e’ malata,sdraiata sul divano a guardare la TV e mi chiede di andare al mercato a comprare dei frutti gialli come banane e alcuni limoni.Tornando dal mercato mi apre la porta una bambina con i capelli neri e il golf viola .

metto sul tavolo la borsa con i limoni e un filo di sole passa dalle persiane oscurate.

Qui vien chiamata L’abuela cristina ,la nonna cristina ha 86 anni ed e’ la unica  pura discendente di Yamana rimasta in vita,ultima inoltre ha ricordarne il linguaggio.

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